Ambiente: Gadda (Pd), “importante passo avanti per competitività e sostenibilità Italia”

Ambiente: Gadda (Pd), “importante passo avanti per competitività e sostenibilità Italia”

“Un importante passo in avanti per la competitività e la sostenibilità ambientale del sistema Paese. E’ questa la sintesi più efficace per descrivere le modifiche introdotte con l’approvazione del parere della Commissione Ambiente della Camera. Auspico che il ministero dell’Ambiente recepisca i contenuti puntuali del parere, al fine di consegnare a imprese e cittadini uno strumento efficace, di forte e importante ricaduta sullo sviluppo economico e sociale. La Via è il principale strumento normativo per valutare gli effetti significativi e negativi che può determinare sull’ambiente e sulla salute umana la realizzazione di un’opera infrastrutturale o un impianto tecnologico nel nostro Paese. Continua l’azione di semplificazione procedurale, di maggiore trasparenza e di certezza dei tempi per lo svolgimento degli iter autorizzativi, già avviata con altre leggi approvate in questa legislatura”.

Lo afferma la deputata Dem Maria Chiara Gadda, relatrice del parere il Parere sullo schema di decreto in materia di Valutazione di impatto ambientale.

“Vi sono inoltre – aggiunge Maria Chiara Gadda – importanti innovazioni per avviare una fattiva e proficua partecipazione dei cittadini nelle scelte di trasformazione dei territori, la promozione della digitalizzazione e dell’accesso alle informazioni ambientali. Altra novità riguarda il coordinamento in fase preliminare delle procedure, con l’adozione di modulistica semplificata e coerente. È nostro obiettivo evitare inutili duplicazioni nell’avvio delle varie procedure di autorizzazione, dati e informazioni comuni ai diversi procedimenti; un enorme risparmio di tempo e di denaro per i proponenti e la pubblica amministrazione che svolge le istruttorie e autorizza le opere. Una grande evoluzione che coinvolge anche i cittadini, chiamati ad esprimere la proprie osservazioni in momenti di dibattito pubblico e nelle fasi di consultazione specifiche. E’ prevista l’emanazione di un decreto, al fine di garantire la massima partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini, nella fase di verifica di assoggettabilità così come in quella di Via, per stabilire processi partecipativi con adeguate regole e garanzie, definendo, le modalità, le procedure e le tempistiche, al fine di far confluire gli esiti del confronto con il pubblico nelle valutazioni di merito sui progetti di competenza statale e locale e di garantire che l’autorità competente fornisca adeguata motivazione di accoglimento o diniego delle osservazioni. Questo in coerenza con il nuovo Codice degli Appalti, che prevede, tra l’altro, la valutazione delle diverse alternative progettuali in fase di predisposizione della progetto di fattibilità tecnica ed economica. Nel perseguire gli impegni assunti in tutte le sedi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici e alla promozione della produzione di energia da fonti  rinnovabili – prosegue la relatrice del parere – abbiamo chiesto l’introduzione di procedure semplificate per il repowering, per la riconversione di parchi eolici esistenti e ormai tecnologicamente obsoleti e per i rinnovare i sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, quale il solare. Anche sulla dismissione e riconversione delle piattaforme off shore, abbiamo proposto di limitarne l’uso alla riconversione in produzione di energie da fonti rinnovabili quali ad esempio l’eolico e il moto ondoso. La tecnica dell’air gun, utilizzata per le prospezioni per la ricerca degli idrocarburi, rimane procedura sottoposta a Via. La Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale, Via e Vas, dovrà essere definita tramite selezione pubblica dei candidati, considerata la valenza strategica di queste opere per il Paese e dovendo i componenti nominati garantire la terzietà, l’indipendenza e la professionalità, oltre che la moralità e l’imparzialità. Abbiamo anche voluto rafforzare il ruolo istituzionale e la dotazione organica degli uffici competenti del Sistema nazionale  a rete per la protezione dell’ambiente (Snpa), secondo quanto previsto dalla recente riforma delle Agenzie Ambientali, senza ricorrere alla creazione di un ulteriore organismo denominato Comitato tecnico istruttorio. E’ necessario promuovere l’innalzamento della qualità progettuale e degli studi di impatto ambientale. La discrezionalità porta ad inefficienza e contenzioso, pertanto il livello di approfondimento degli elaborati progettuali e del contenuto dello studio degli impatti ambientali, si dovrà basare su linee guida e normative tecniche, predisposte avvalendosi del Sistema Nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (Snpa), dell’Istituto Superiore della Sanità (Iss) e dell’Enea. Sarà pertanto richiesto il progetto di fattibilità tecnico economico per determinate categorie di opere e il progetto definitivo per specifiche casistiche, fermo restando che oggi con l’introduzione del nuovo Codice degli appalti anche il progetto di fattibilità presenta un maggiore grado di approfondimento e dettaglio rispetto a quello previsto per il progetto preliminare ormai superato. In questo modo – conclude la deputata Dem – assieme alle modifiche introdotte nel codice degli appalti, si superano molte delle criticità legate alla legge obiettivo, che questo Parlamento e Governo ha inteso superare. Governo e Parlamento, nell’ottica di una proficua collaborazione istituzionale, hanno ancora una volta dimostrato che il confronto  politico consentono di raggiungere importanti risultati per la ripresa del nostro Paese e la tutela del patrimonio ambientale, rafforzando la democrazia attraverso le istituzioni e la partecipazione dei cittadini, per guardare con più fiducia al futuro”.

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