BONUS VERDE, UN INVESTIMENTO SUL FUTURO

Il paesaggio non è un lusso, ma un bene comune fruibile per tutti. Questa considerazione vale anche per il verde privato, non soltanto per gli spazi pubblici.
Rafforzare la cultura del verde, incentivandone lo sviluppo a partire dalle zone più urbanizzate, è positivo da diversi punti di vista.
I polmoni verdi consentono impatti positivi in termini di benessere e captazione delle polveri sottili, e sono utili anche per mitigare gli effetti degli innalzamenti di temperatura.
In questa direzione va la misura del “bonus verde” inserito nella legge di bilancio. Una detrazione di imposta del 36% fino a un tetto massimo di 5.000 euro per le spese effettivamente sostenute e documentate dai privati (singoli o condomini, l’importo vale per unità abitativa quindi l’impatto sui condomini è ancora più importante) che investono in interventi strutturali di miglioramento del verde, dei giardini a terra e pensili, di terreni e dimore storiche abbandonate magari al degrado.
Sono certa che questa misura – come è successo per l’ecobonus sulle ristrutturazioni edilizie, riqualificazione energetica ed antisismica – dará i risultati attesi in termini di ritorno per la finanza pubblica, e soprattutto di rilancio occupazionale di qualità in un comparto così importante.
Il verde urbano non è soltanto arredo, è soprattutto cultura di un popolo, paesaggio, sapere. Non ci si inventa giardinieri, la cura del verde è frutto di un percorso di studi e anche di una sapienza antica.
Oggi ne abbiamo parlato a Varese, e ringrazio il vicesindaco Daniele Zanzi per avere organizzato un momento così interessante di confronto con le associazioni di categoria e i cittadini.

gadda 1

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