«Con Gori si vince». Doppia sfida del Pd

«Con Gori si vince». Doppia sfida del Pd

I dem varesini puntano sull’asse Milano-Roma

Consolidare la ripresa economica del Paese, favorita negli ultimi anni dai governi di Matteo Renzi e di Paolo Gentiloni, e «cambiare finalmente il corso politico in Regione Lombardia». Due obiettivi ambiziosi per una doppia missione ritenuta tutt’altro che impossibile.

Il Partito democratico di Varese ha scelto ieri il palco del teatro “Santuccio” per lanciare la campagna elettorale verso le urne di domenica 4 marzo.

Sotto i riflettori i candidati al Parlamento e al Consiglio regionale, in platea militanti e sostenitori. Non una passerella, ma l’occasione per porre l’accento sui programmi. Lo hanno fatto i capilista al Senato e alla Camera Alessandro Alfieri e Maria Chiara Gadda, il candidato “civico” Vincenzo Salvatore («testimone dell’apertura del Pd alla società civile, alle professionalità e alla cultura»), Valerio Mariani e Rosalba Folino, schierati nei collegi uninominali, e anche Martina Cao e Vincenzo Proto. Da Milano è arrivato Roberto Cocianchic, già presidente degli scout italiani e senatore nell’ultima legislatura, determinato a tornare a Palazzo Madama con la squadra oggi capitanata da Alfieri nel collegio plurinominale di Varese, Como e Sondrio.

Cambio di scena ed ecco sfilare i candidati al Consiglio regionale, schierati con Giorgio Gori nella città di Attilio Fontana. Il sostegno all’aspirante governatore di centrosinistra è incondizionato. Samuele Astuti, segretario provinciale e capolista, se ne fa interprete: «Gori può farci ottenere un risultato straordinario, attraverso le nostre idee andiamo a vincere». Poi l’affondo sui temi dell’innovazione e dello sviluppo economico «su cui la Lombardia negli ultimi anni non è riuscita a investire come avrebbe dovuto». Generare crescita e lavoro è il primo comandamento di un programma declinato in rapida successione dagli altri candidati a Palazzo Pirelli: Letizia Antonello, Doriana Giudici, Luca Paris, Rossella Iorio, Mauro Rotondi e Margherita Silvestrini. All’appello manca solo Paolo Bertocchi. Ma è un’assenza giustificata: «E’ in ospedale, sta per nascere suo figlio». Applausi e auguri sono anche per lui.

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