Dallo sconto sui rifiuti al “pane sospeso”: le buone pratiche dei Comuni contro gli sprechi di cibo – La Repubblica

Dallo sconto sui rifiuti al “pane sospeso”: le buone pratiche dei Comuni contro gli sprechi di cibo

Nel Mugello recuperano le eccedenze alimentari durante il Moto GP, a Potenza nelle mense scolastiche solo prodotti a chilometri zero: ecco come da Nord a Sud le amministrazioni attuano la legge antrisprechi che premia chi non butta

ROMA – Dalla raccolta delle eccedenze nei supermercati alla riduzione della tassa sui rifiuti a chi recupera e dona il cibo. Dalla diffusione delle family bag nei ristoranti all’introduzione nelle mense scolastiche di menu a chilometro zero. Fino al “pane in attesa” che, sul modello del “caffè sospeso” consente ai clienti di donare il pane acquistato in più. Sono solo alcune delle buone pratiche con cui molti Comuni italiani stanno dando concreta applicazione sul territorio alla legge contro gli sprechi alimentari (la 166/2016), varata ad agosto dello scorso anno. Progetti e iniziative che sono state presentate dagli stessi sindaci questa mattina alla Camera nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche la deputata Pd Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge, il suo collega Dario Parrini e il Tavolo di coordinamento interministeriale che riunisce le imprese e gli enti caritativi destinatari delle donazioni.

Eccoli allora gli esperimenti più interessanti attuati in vari Comuni da Nord a Sud dello Stivale. Ad Empoli, ad esempio, la sindaca Brenda Barnini ha concesso una diminuzione della Tari, la tassa sui rifiuti, ai supermercati che raccolgono generi alimentari in eccedenza e li donano alle persone in difficoltà. Allo stesso modo anche l’amministrazione di Varese sconta la Tari fino al 20% a imprese e commercianti impegnati contro lo spreco: “Stiamo promuovendo nei ristoranti   – spiega il sindaco Davide Galimberti – la diffusione della family bag che consente ai clienti di portare a casa attraverso contenitori accattivanti ciò che non viene consumato”.

E mentre il comune di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, è stato fra i primi ad applicare la legge antispreco, a Potenza si punta anche sull’educazione alimentare. Ad esempio sono stati inseriti nei menu delle mense scolastiche prodotti del territorio, a chilometro zero, riducendo l’inquinamento ambientale e valorizzando la stagionalità.

Ma i buoni esempi non finiscono qui. A Carpi (Modena) si sperimenta “Il pane in attesa” che, sul modello del ‘caffè sospeso’, consente ai clienti di donare un quantitativo di pane acquistato in più e il progetto “S.O.Spesa” che riguarda i beni acquistati negli altri esercizi commerciali. “La Spesa in dono”, invece, riguarda la possibilità per gli esercizi di donare l’invenduto alle famiglie in difficoltà economica.

In provincia di Ancona, 14 comuni della Vallesina tramite l’associazione  “Solidarietà in Vallesina”, hanno avviato una raccolta giornaliera coinvolgendo più di 40 aziende, situate anche fuori regione, e 39 associazioni caritatevoli del territorio per sostenere giornalmente quasi 2.500 persone; fra queste ci sono oltre 420 bambini di una fascia di età che va da 1 ai 16-17 anni e circa 400 donne.  A Bucine, in provincia di Arezzo, il comune ha promosso una capillare campagna informativa sulle nuove misure previste dalla legge e la promozione di una rete di distribuzione delle eccedenze.

Il comune di Scarperia e San Piero (Firenze) ha presentato invece due progetti: “Un pasto giusto”, rivolto alle mense scolastiche, e “Kiss Mugello” per il recupero delle eccedenze alimentari prodotte durante la manifestazione internazionale Gran Premio d’Italia Moto GP che si tiene all’autodromo del Mugello (prossimo appuntamento 2-3-4 giugno).

A Scandicci (Firenze) l’amministrazione si è mossa in tre diverse direzioni: la scuola, i piccoli esercizi e la grande distribuzione. In particolare, nelle scuole si sta sperimentando il progetto “Salvamerende”: ai bambini viene dato un sacchetto dove conservare gli alimenti non deperibili (pane, frutta, merendine) che non riescono a consumare a pranzo, avendo così la possibilità di mangiarli a merenda o portarli a casa.

A Sasso Marconi (Bologna) una delle amministrazioni fondatrici, e sede, della rete nazionale Sprecozero.net, sono state avviate iniziative come “Riempiamo le scatole” per la donazione di generi alimentari da parte dei clienti per i ‘pacchi famiglia’ destinati ai bisognosi, la festa “Circolaria 2016” dedicata all’economia circolare e l’operazione “Sentinelle dello spreco”, rivolta ai bambini delle scuole elementari per educarli alla lotta agli sprechi.

Anche il comune di Dicomano (Firenze) ha avviato la sperimentazione del progetto “Un pasto giusto” all’interno della mensa scolastica. La pietanza viene servita, in dose più ridotta, ma in più volte; così da ridurre gli avanzi nei piatti (che non sono riutilizzabili).  Quanto avanza nei vassoi, senza essere stato servito, viene consegnato in un locale pubblico dedicato per la somministrazione a fini sociali.

Collegno e Grugliasco (Torino) da anni sperimentano invece il progetto “Fa bene”, rivolto a tutti i cittadini che  possono accedere a cibo fresco in cambio di attività di “restituzione”. Per i commercianti la spesa solidale genera aumento delle vendite, rafforza la coesione con l’acquirente e permette di beneficiare di un ritorno di immagine positivo, contrastando il calo delle vendite.

“La legge 166/2016 è un cantiere aperto – ha osservato Gadda

– Oggi siamo nella fase più difficile e ambiziosa, quella della conoscenza e della applicazione sul territorio e nelle politiche locali. È giusto che le buone idee abbiano visibilità, perché le buone pratiche vanno copiate”.

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