Interrogazione su comportamenti discriminatori della Svizzera

Ho presentato questa interrogazione al Ministro degli Esteri sul preoccupante susseguirsi di norme e comportamenti discriminatori in Cantone Ticino nei confronti di lavoratori e cittadini italiani

Interrogazione a risposta scritta 4-16132

testo presentato

Venerdì 31 marzo 2017

modificato

Mercoledì 5 aprile 2017

  GADDA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
si assiste con preoccupazione al susseguirsi di norme e comportamenti discriminatori in Cantone Ticino nei confronti di lavoratori e cittadini italiani: il 9 febbraio 2014 l’iniziativa popolare denominata «Contro l’immigrazione di massa» ha modificato la Costituzione federale prevedendo tetti massimi e contingenti annuali per gli stranieri che esercitano attività economica in Svizzera, compresi i lavoratori frontalieri, perseguendo un principio di preferenza agli svizzeri;
nel novembre 2014 il Gran Consiglio del Canton Ticino ha incrementato le imposizioni fiscali per i frontalieri residenti entro la fascia di confine, portando al 100 per cento il moltiplicatore comunale al fine di scoraggiare la presenza italiana in Svizzera;
il 24 marzo 2015 il Gran Consiglio del Canton Ticino ha approvato una legge sulle imprese artigianali introducendo elementi restrittivi nei confronti dei professionisti italiani che intendono stabilire in Svizzera la propria società;
nel mese di aprile 2015 il Dipartimento delle istituzioni del Ticino, con la successiva conferma del Consiglio di Stato del maggio 2016, introduce l’obbligo della presentazione dell’estratto del casellario giudiziale e dei carichi pendenti, per i lavoratori frontalieri che chiedono il rinnovo o il rilascio ex novo del permesso di lavoro G. Ad aprile 2016 il consigliere di Stato, Norman Gobbi, ha dichiarato alla stampa che tali restrizioni non sono applicate ai lavoratori frontalieri di Francia e Germania «Perché in quei Paesi non esistono le organizzazioni criminali presenti in Italia»;
il 25 settembre 2016 nel Ticino si è tenuta una nuova iniziativa popolare promossa per inserire nella Costituzione cantonale il principio di «preferenza agli indigeni» che ha visto prevalere la posizione più radicale;
il 5 dicembre 2016 a seguito di un tentativo di rapina alla banca Raiffeisen di Molinazzo di Monteggio (Canton Ticino, Svizzera), le autorità ticinesi hanno disposto la chiusura di alcuni valichi di confine con l’Italia tra cui quello di Ponte Tresa, impedendo il transito – per circa due ore – a quasi 5 mila persone, molti cittadini italiani lavoratori frontalieri;
nel mese di febbraio il consigliere Norman Gobbi aveva espresso posizioni offensive nei confronti dei nostri connazionali, collegando un episodio di corruzione in un ufficio pubblico alla nazionalità italiana del dipendente coinvolto;
come già segnalato nell’interrogazione a prima firma dell’interrogante n. 4-14990, risulta all’interrogante che le autorità italiane non siano state prontamente avvisate dalle autorità elvetiche della imminente chiusura della frontiera, esponendo in tal modo i territori italiani coinvolti ad una situazione complessa sotto il profilo dell’ordine pubblico;
l’interrogante ricorda che la mozione n. 1-00952 Borghi ed altri, approvata dalla Camera dei deputati, ha indicato al Governo la necessità di condizionare le determinazioni italiane da assumere nell’ambito delle relazioni internazionali con la Svizzera, ad una positiva cooperazione da parte delle istituzioni elvetiche in tutti gli ambiti. La stessa mozione, in riferimento agli accordi in materia fiscale, ha impegnato il Governo a rivalutare tale ratifica in relazione alla formulazione di specifiche assicurazioni formali tendenti ad escludere la validità e l’applicazione di qualsivoglia discriminazione –:

se, in occasione della chiusura dei valichi di frontiera, le autorità svizzere hanno provveduto a inoltrare all’Italia opportuna comunicazione, nel rispetto delle procedure fissate dal regolamento UE 2016/399 del Parlamento europeo (codice frontiere Schengen);
se il Governo ritenga che le affermazioni del consigliere di Stato Norman Gobbi siano lesive della dignità dei nostri connazionali e quali iniziative si siano intraprese;
se e come il Governo intenda riconsiderare le relazioni internazionali con la Confederazione elvetica alla luce del protrarsi di comportamenti che appaiano all’interrogante evidentemente ostili e discriminatori da parte del Cantone Ticino nei confronti di lavoratori e cittadini italiani. (4-16132)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: