Interrogazione sul sovraffollamento carcerario a Busto Arsizio

Ho presentato questa interrogazione al Ministro della Giustizia sul sovraffollamento carcerario nella struttura di Busto Arsizio, a seguito del grave incidente accaduto nel marzo scorso.

Interrogazione a risposta scritta 4-16181

presentato il

Mercoledì 5 aprile 2017

  GADDA. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
il 13 marzo 2017, nel carcere di Busto Arsizio un detenuto, noto anche alla polizia penitenziaria per il suo comportamento violento, più volte manifestato all’interno della struttura, ha aggredito gli assistenti che facevano rientrare i detenuti nelle celle per la chiusura delle porte;
dalle ricostruzioni emerse anche sulla stampa locale, il detenuto sarebbe stato in possesso di un coltello rudimentale e avrebbe sferrato alcuni pugni e calci agli operatori, che sono intervenuti per evitare che la situazione degenerasse;
gli articoli, pubblicati a mezzo stampa e il garante dei detenuti del medesimo istituto hanno registrato il ripetersi di questi episodi, fenomeno aggravato dal crescente sovraffollamento;
come sottolineato dal direttore della casa circondariale, in una sua dichiarazione alla stampa, nella struttura sono presenti oltre 400 detenuti, numero aumentato drasticamente in pochi giorni;
per far fronte alle maggiori presenze, la direzione del penitenziario ha dovuto provvedere ad allestire alcuni terzi letti nelle celle;
la direzione del carcere, sempre facendo riferimento alle dichiarazioni comparse a mezzo stampa, ha evidenziato come una delle cause del sovraffollamento debba farsi risalire alla scadenza il 31 dicembre 2017 degli effetti della cosiddetta norma «svuota carceri», e ha descritto un aumento dei suicidi a livello nazionale tra i detenuti, che si ritiene possa essere correlato al peggioramento delle condizioni di vita all’interno del carcere;
si rileva che l’Italia è stata condannata dalla Cedu (Corte europea dei diritti dell’uomo) di Strasburgo a risarcire alcuni detenuti ivi reclusi, per trattamento inumano e degradante, con la famosa sentenza Torreggiani dell’8 gennaio 2013 –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza degli episodi di violenza avvenuti e del rapido incremento numerico dei ristretti all’interno della casa circondariale di Busto Arsizio, e se ravvisi tra le ragioni dell’incremento di tali episodi quella del sovraffollamento della medesima struttura;
quali iniziative il Ministro intenda adottare affinché siano ripristinate condizioni di vita dignitose all’interno del carcere di Busto Arsizio, tali da garantire il rispetto dei diritti umani dei detenuti e, contemporaneamente, che assicurino l’incolumità degli assistenti di polizia penitenziaria. (4-16181)

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