Legge antispreco, le novità favoriscono il Terzo settore – Corriere

Legge antispreco, le novità favoriscono il Terzo settore

Approvati gli emendamenti alla manovra di bilancio. Molte le novità introdotte. Ecco le principali

Meno burocrazia, regole più semplici e vantaggi fiscali più chiari per chi dona, minori oneri e maggiori opportunità per gli enti no profit che rivestono un ruolo chiave nella risposta a un bisogno sociale attraverso il recupero e la distribuzione di beni. Queste le novità approvate in commissione Bilancio.

Emendamenti

Gli emendamenti alla manovra estendono «i benefici fiscali della legge alla donazione di beni di fondamentale importanza come i prodotti destinati all’igiene e alla cura della persona e della casa, gli integratori alimentari, i biocidi, i presidi medico chirurgici e i prodotti farmaceutici, i prodotti di cartoleria e di cancelleria. Per quanto riguarda i farmaci, viene allargata la platea dei donatori, includendo le farmacie, le parafarmacie, i grossisti, le aziende titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio di farmaci».

La soddisfazione della firmataria

Grande soddisfazione della promotrice della legge Maria Chiara Gadda: «La legge è stata peraltro pienamente coordinata con la recente riforma del Terzo Settore – sottolinea – e i decreti emessi dal governo nei mesi scorsi estendono i benefici fiscali della legge 166 anche agli enti del terzo settore che si iscriveranno nel registro unico nazionale in fase di creazione». Una soddisfazione che si rispecchia anche nelle parole di Andrea Giussani, Presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus: «Le aziende saranno motivate a donare perché, da sempre, chiedono più chiarezza. Per Banco Alimentare, come per le altre organizzazioni non profit, questo significherà avere solo un articolo di legge, che riconferma tutte le agevolazioni fiscali in capo ai donatori. Potremo emettere un solo documento, una semplice dichiarazione, non sotto forma di atto notorio, per certificare la donazione ricevuta».

Le novità

Le novità sono:
– ampliamento del paniere dei beni donabili: i medicinali, gli articoli di medicazione, i prodotti per la cura della persona e della casa e quelli di cartoleria

– estensione delle agevolazioni fiscali alle donazioni a favore di tutti gli enti del terzo settore

– istituzione del Registro unico nazionale omogeneizzazione delle regole fiscali. La donazione non si considera “cessione” ai fini fiscali e dunque non genera ricavi, consentendo, quindi all’impresa di dedurre tutti i costi ai fini Iva, le operazioni sono equiparate a quelle di distruzione dei beni: nessuna imposta sulle merci in uscita, mentre è riconosciuta la detrazione dell’Iva assolta a monte.

Per ulteriori info Iononsprecoperché che offre un pannel di esperti che rispondono ai dubbi di chi vuole donare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: